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Stephen M.R. Covey: le 5 onde della fiducia II parte

Stephen M.R. Covey, che ha guidato personalmente la strategia che ha reso il libro di suo padre, I sette pilastri del successo del Dr. Stephen R. Covey, uno dei due libri d’affari più influenti del ventesimo secolo secondo CEO Magazine, parla di fiducia come un’onda che si stabilisce e si propaga dall’interno.

La fiducia in se stessi  riguarda esclusivamente la credibilità, mentre la fiducia nelle relazioni si basa su un dato di fatto incontrovertibile: che si tratti di una relazione personale o professionale, quello che facciamo ha un impatto maggiore rispetto a qualsiasi cosa diciamo.

Nel precedente articolo, abbiamo affrontato le prime due onde della fiducia, ora vediamo le 3 successive onde, vale a dire il contesto in cui usare quegli strumenti (i 4 cardini e i 13 comportamenti) per aumentare la velocità, diminuire i costi, creare valore, creare fiducia e massimizzare il tuo grado di influenza e quello della tua azienda:

  1. Terza onda: la fiducia aziendale
  2. Quarta onda: la fiducia nel mercato
  3. Quinta onda: la fiducia sociale.

 

3 – La terza onda: la fiducia aziendale

La fiducia aziendale ha come obiettivo primario quello di creare allineamento tra i settori che compongono l’azienda stessa.

Un’azienda che non ha un elevato livello di fiducia sta, al contrario, pagando una tassa che comparirà sotto forma di problemi. 

Le 7 tasse della scarsa fiducia aziendale:

  1. Ridondanza = la ridondanza è una duplicazione non necessaria. Viene spesso pagata per l’eccessiva gerarchia aziendale, per la gestione stratificata e per le strutture che si sovrappongono, tutte pensate per assicurare maggiore controllo.
  2. Burocrazia =  la burocrazia include regole, regolamenti, politiche, procedure e processi complessi e ingombranti. Invece che concentrarsi sul miglioramento continuo, la burocrazia tende ad aggiungere complessità e inefficienza. I costi della burocrazia sono straordinari.
  3. Politica = in un’azienda, ci si riferisce all’uso di tattiche per ottenere potere. Dà vita a comportamenti quali: informazioni trattenute, lotte interne, finalità nascoste. Il risultato è tempo, talento, energia e denaro sprecati. Inoltre, questi comportamenti avvelenano le culture aziendali, dirottano le strategie, danneggiano iniziative, relazioni e carriere.
  4. Distacco = si verifica quando le persone si impegnano a sufficienza per evitare di essere licenziati, ma non contribuiscono con il loro talento, creatività, energia o passione. Queste persone, soprannominate “i licenziati stipendiati”, sentono che non si ha fiducia in loro. Qui per Covey scatta un circolo infinito, come il famoso dilemma: è nato prima l’uovo (il distacco) o la gallina (la diffidenza)?
  5. Turnover = il turnover dei dipendenti rappresenta un costo enorme e, in aziende con un livello basso di fiducia, questo turnover è in eccesso rispetto allo standard del settore. In particolare, ci si riferisce non tanto al turnover auspicabile, ma a quello di dipendenti che non si vorrebbero perdere perché capaci di performance eccellenti.
  6. Tasso di abbandono = è il turnover degli stakeholder diversi dai dipendenti. Quando la fiducia all’interno di un’azienda è bassa, si sposta nelle interazioni sul mercato causando un grande turnover tra clienti, fornitori, distributori e investitori. Gli studi citati da Covey indicano che il costo per l’acquisizione di un nuovo cliente rispetto al mantenimento di uno esistente è maggiore del 500 percento.
  7. Frode = si esplicita nella disonestà, nel sabotaggio, nell’ostruzionismo, nell’inganno e nel disordine – e il costo è enorme.

L’opposto delle 7 tasse della scarsa fiducia aziendale sono dei dividendi.

“Abbassare o eliminare la ridondanza, la burocrazia, il distacco, la politica, il turnover, il tasso di abbandono e la frode farà sicuramente una grandissima differenza sui conti di fiducia e sui risultati di qualsiasi azienda”.
Stephen M.R. Covey

In più, esistono altri dividendi che esplicitano – in modo chiaro e inequivocabile – come la fiducia abbia un forte impatto su velocità e costi.

I 7 dividendi della elevata fiducia aziendale:

  1. Maggior valore
  2. Accelerazione della crescita
  3. Sviluppo dell’innovazione
  4. Migliore collaborazione
  5. Solida partnership
  6. Migliore esecuzione
  7. Maggiore fedeltà.

4 – La quarta onda: la fiducia del mercato

La fiducia del mercato si basa sul principio della reputazione.

Pensa ad alcuni brand. Di fronte ad alcuni di questi, avrai sicuramente dei sentimenti positivi. Forse hai fatto esperienza dei prodotti o servizi, oppure l’hanno fatto persone di cui ti fidi. Forse hai sentito commenti positivi sulla loro posizione economica, sulla loro leadership, e così via. Altri brand, al contrario, ti suscitano sentimenti negativi. Per una qualsiasi ragione, non acquisterai più (o non l’hai mai fatto) da queste aziende – né le consiglieresti ai tuoi amici.

La fiducia del mercato riguarda esclusivamente il brand o la reputazione, vale a dire la percezione che ti conduce a voler acquistare da un’azienda, a investire quindi il tuo tempo e a consigliarla poi a terzi.

La quarta onda è il livello in cui la maggior parte della gente vede netta la relazione tra:

  • Fiducia
  • Velocità
  • Costi.

Come costruire il brand

Dunque: come si costruisce un brand e come evitare di distruggerlo? Nel mercato, la fiducia può essere costruita o distrutta a una velocità incredibile. La risposta di Covey è inequivocabile: attraverso i 4 cardini e i 13 comportamenti, applicati a livello aziendale e di mercato. E aggiunge: se la tua azienda potenzia i 4 cardini e dimostra i 13 comportamenti verso i suoi stakeholder, riuscirai ad aumentare in modo misurabile il valore del brand.

Inoltre, poniti le seguenti domande:

  1. Il mio brand ha integrità?
  2. Il mio brand dimostra buone intenzioni?
  3. Il mio brand dimostra capacità?
  4. Il mio brand è associato ai risultati?

È molto chiaro che nella fiducia del mercato c’è il legame tra fiducia e reputazione ed economia del risultato finanziario. Meno scontato è che qualsiasi fiducia riusciamo a creare nella nostra azienda e nel mercato è il risultato della credibilità che creiamo innanzitutto per noi stessi.

Il principio che crea fiducia a livello del mercato è lo stesso che opera a livello aziendale, relazionale e con noi stessi.

 

5 – La quinta onda: la fiducia sociale

Per introdurre la quinta e ultima onda, quella della fiducia sociale, ci serviamo di un proverbio:

“Il pesce è l’ultimo a scoprire l’acqua”.

Cosa vuol dire?

Per il pesce l’acqua esiste, è. Lo circonda, è il suo ambiente. Il pesce che vi nuota, infatti, è talmente immerso nell’acqua da non essere consapevole della sua esistenza – finché questa non diventa inquinata o inesistente.

Lo stesso accade con gli esseri umani e la fiducia, che è parte integrante del tessuto sociale come l’acqua per i pesci.

Gli umani scoprono spesso la natura essenziale della fiducia solo quando è inquinata o inesistente.

“Noi esseri umani siamo gli unici a scoprire la fiducia. Ne siamo dipendenti. La diamo per scontata – a meno che non la inquinino o la distruggano. Solo allora ci rendiamo conto di come la fiducia sia vitale al nostro benessere, come l’acqua per i pesci. Senza la fiducia la società si chiude e, alla fine, si autodistrugge”. 
Stephen M.R. Covey

Il principio del contributo

Il principio base della fiducia sociale è il contributo, vale a dire l’intento di creare valore anziché distruggerlo, di restituire anziché prendere. Oggi, sempre più business e individui riconoscono il valore del contributo: “fare del bene non è più visto come qualcosa al di fuori degli affari, ma come qualcosa che ne fa parte”. (Stephen M.R. Covey)

La fiducia nella quinta onda è l’effetto diretto dell’affidabilità che inizia dalla prima onda e che si diffonde verso l’esterno nelle relazioni, nelle aziende, nel mercato. 

Fonte articolo: www.speedoftrust.com

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